domenica 21 febbraio 2016

DOMANDA: ESISTE UNA CONDIZIONE PSICOFISICA DI OMOSESSUALITÀ’ DALLA NASCITA?

Sintesi di Damaris Lerici su uno scritto del medico cristiano Dr. Vincent Eze Ahanonu (21 Settembre – 2008 )





Assolutamente no!

Non esiste alcuna condizione psicofisica di omosessualità dalla nascita, in quanto non esiste nessuna base genetica ereditaria e congenita dell’omosessualità.

Se tale condizione esistesse, ci sarebbe anche per altri tipi di perversioni sessuali come la pedofilia, la necrofilia, la zoofilia, la prostituzione, l’adulterio ecc.

L’omosessualità, come altri peccati, oltre che una perversione è anche una deviazione sessuale, che non è ereditaria.

Quindi, nessuno nasce omosessuale. Le perversioni sessuali possono insorgere durante il processo di sviluppo, in cui l’evoluzione sessuale si arresta e si fissa sul desiderio della persona dello stesso sesso.

Le persone appartenenti ad un ambiente familiare particolarmente permissivo, con ambiguità caratteriali e ruoli genitoriali disordinanti, potrebbero determinare un orientamento omosessuale sia dall'infanzia, per esplodere poi nell'età adulta.

La società, l’amicizia sbagliata, la tossicodipendenza, ecc. possono essere causa di tale situazione psicologica e relazionale, la mente può elaborare un meccanismo tale, da pensare di poter soddisfare certi bisogni emotivi, come l’insicurezza, il bisogno di apprezzamento, ecc. con la rottura delle “regole”.

Il bisogno di sfogo e trasgressione diventa così forte, da trasformarsi anche nel desiderio di avere un rapporto fisico con lo stesso sesso e/o nella pedofilia.

Le perversioni sessuali sono dovute ad anomalie, che subentrano nell'età adulta, quando il soggetto ha già raggiunto una completa maturazione sessuale, sia esso introverso che estroverso, con costituzione labile o forte e con circostanze familiari avverse.

Tutto ciò che promuove il rinnovamento, l’evoluzione e l’esaltazione della maturità sessuale già raggiunta, favorisce l’omosessualità e la pedofilia.

Oppure, in un soggetto normale, ricco, altolocato, che per dimostrare la propria noncuranza verso le regole e la moralità, si abbandona ad ogni depravazione organizzando in modo stabile, relazioni con amici di ambo i sessi, iniziando con droga party e sesso promiscuo.

In questo modo gli aspetti di perversione sessuale vengono ad essere inclusi nel resto della sua personalità. Il piacere e il desiderio di trasgressione, impedisce, all'individuo di avere comportamenti sessuali moralmente idonei.

Tra le cause è importante sottolineare anche la necessità di denaro, che spinge alcuni a vendere il proprio corpo (vedi viados).

Ci sono due modi per cui l’uomo è tentato dal desiderio di diventare omosessuale, pedofilo, necrofilo, prostituta, ecc. Uno è interno e l’altro è esterno.

1) L’interno, proviene dalla propria concupiscenza, passione, desiderio, che viene dall'io, dall'ego, dal desiderio non respinto si diventa ciò che si desidera diventare. Se non c’è il desiderio, non c’è né omosessualità, né pedofilia, né prostituzione, ecc.

La natura umana è naturalmente protesa verso il male. Come tutti sappiamo il desiderio di peccare parte prima di tutto dal cuore, ed è da qui che deve cominciare la nostra lotta come figli di Dio, con la preghiera e la fede.

Proteggendo il nostro cuore con la completa armatura di Dio. Il cuore dell’uomo, come dice il profeta Geremia, è ingannevole più di ogni altra cosa, è insanabilmente maligno” Geremia 17:9 ed è dal cuore che vengono pensieri malvagi, omicidi, adulteri, fornicazioni, furti, false testimonianze e diffamazioni.

2) L’esterno, proviene dal mondo che è sotto il dominio di Satana e le condizioni in cui ci troviamo oggi sono opera sua, satana ha influenzato totalmente l’andamento della nostra società, e le condizioni che lui propone al mondo, ottengono purtroppo, l’effetto da lui desiderato.

Mettendo nella mente degli uomini e delle donne il seme del dubbio, dell’infedeltà e della ribellione contro Dio, contro la verità della sua parola e contro il piano divino per la salvezza dell’umanità. In sintesi satana è l’artefice della deviazione sessuale e di ogni tipo di male.

Gesù dice in Matteo 12:34-35 “Razza di vipere, come potete dir cose buone, essendo malvagi? Poiché dall'abbondanza del cuore la bocca parla. L’uomo buono dal suo buon tesoro trae cose buone; e l’uomo malvagio dal suo malvagio tesoro trae cose malvagie”

Se il cuore e la mente di un individuo sono buoni ci saranno frutti buoni, ma se il cuore e la mente di un individuo sono malvagi ci saranno frutti malvagi.

sabato 26 dicembre 2015

Un 'Amore che travolge davvero


“E il Signore diriga i vostri cuori all'amore di Dio e alla perseveranza di Cristo.” 
2 Tessalonicesi 3:5



Questa mattina riflettevo su come possiamo vincere la prevenzione, il timore e la paura del non potersi fidare l'uno dell'altro, certamente possiamo parlare cercando di chiarire, e convincere gli altri delle nostre buone intenzioni, ma a volte il parlare e il giustificare peggiora le cose, per questo a volte, è meglio tacere.


Ma allora cosa possiamo fare?

La conclusione a cui sono arrivata, è che per abbattere i muri dell’incomprensione, dobbiamo continuare ad amare, senza stancarci.

Ma attenzione!

Non con il nostro misero amore umano (perché sarebbe di parte, limitato alla simpatia, al tempo e alle circostanze) Ma con l'amore Che Dio ha messo nel nostro cuore, un amore che travolge e sommerge abbattendo ogni muro…un amore che ama Dio e la verità della Sua parola, prima di ogni cosa!
Dam

lunedì 21 dicembre 2015

Una seria riflessione!

E disse loro questa parabola: “La campagna di un uomo ricco fruttò abbondantemente; egli ragionava così, fra sé: "Che farò, poiché non ho dove riporre i miei raccolti?" E disse: "Questo farò: demolirò i miei granai, ne costruirò altri più grandi, vi raccoglierò tutto il mio grano e i miei beni, e dirò all'anima mia: 'Anima, tu hai molti beni ammassati per molti anni; riposati, mangia, bevi, divertiti'". Ma Dio gli disse: "Stolto, questa notte stessa l'anima tua ti sarà ridomandata; e quello che hai preparato, di chi sarà?" Così è di chi accumula tesori per sé e non è ricco davanti a Dio”. (Luca 12:16 a 21)




Leggendo la parola del ricco stolto, sono rimasta colpita da queste parole: “riposati, mangia, bevi, divertiti” e noto con profonda tristezza che questo purtroppo è lo stile di vita, della maggior parte delle persone.

Oggi come ieri ( forse di più oggi ) lo scopo principale dei giovani e meno giovani è quello di divertirsi, cercando in tutti i modi di soddisfare ogni loro piacere, non importa se la cosa sia giusta oppure no, l’importante è godere e divertirsi il più possibile seguendo i sentimenti e desideri del loro cuore, dimenticando che se Dio non rinnova il cuore dell’uomo con la Sua purezza, la Sua verità e il Suo amore, quel “ cuore è ingannevole più di ogni altra cosa e insanabilmente malato” (Geremia 17:9).

Anche l’uomo di questa parabola, pensava soltanto ai piaceri di questa vita terrena e non si curava delle cose di Dio, ma proprio a lui Dio dice: "Stolto, questa notte stessa l'anima tua ti sarà ridomandata; e quello che hai preparato, di chi sarà? Così è di chi accumula tesori per sé e non è ricco davanti a Dio. "

Caro amico/ amica 

qual è la vita, e il tipo di ricchezza che desideri?
La ricchezza e i piaceri del mondo, che durano solo per un breve periodo, o il piacere e la gioia immensa di appartenere a Dio per l’eternità?

Rifletti e decidi ora (non domani) ora, abbandonati a Dio e lascia entrare Gesù nel tuo cuore… e credimi non te ne pentirai mai!

Oggi, ancora un volta Gesù dice: “Ecco, io sto alla porta e busso; se qualcuno ode la mia voce ed apre la porta, io entrerò da lui, e cenerò con lui ed egli con me.” (Apocalisse 3:20)

Dio ti benedica

sabato 21 novembre 2015

Una mente offuscata

«Dovevi tu dare aiuto a un empio e amare quelli che odiano l'Eterno? Per questo l'ira dell'Eterno è su di te. Tuttavia si sono trovate in te buone cose perché hai rimosso dal paese gli Asceroth e hai applicato il tuo cuore per ricercare DIO».
(2 Cronache 19:2 - 3)



Più volte nell’Antico Testamento si ripresenta lo stesso peccato che si tramanda di generazione in generazione.

Leggendo 2 Cronache 17, sono rimasta colpita dal comportamento del re Giosafat.

La parola di Dio, dice che: “ Il suo cuore si rafforzò nelle vie dell'Eterno e rimosse nuovamente gli alti luoghi e gli Ascerim da Giuda.” ( 2 Cronache 17:6)

Giosafat dipendeva da Dio, e Dio lo colmava di grandi benedizioni.

Giorno dopo giorno Giosafat acquisiva, onori, ricchezze e potenza.

Sinché un giorno sottovalutò il grave errore di imparentarsi con il perfido Acab, facendo sposare suo figlio con la figlia di Acab, contraendo con lui anche un’alleanza militare.

Questa assurda decisione, Non essendo secondo il volere di Dio, ebbe delle gravi conseguenze.

In seguito Acab, con il quale Giosafat si era alleato muore in battaglia, e Giosafat, rischia di essere ucciso in un’imboscata, ma Dio sente il suo grido e lo salva.

Quando Giosafat fa ritorno a Gerusalemme, viene aspramente rimproverato dal veggente (profeta) Ieu, il quale dice: «Dovevi tu dare aiuto a un empio e amare quelli che odiano l'Eterno? Per questo l'ira dell'Eterno è su di te. Tuttavia si sono trovate in te buone cose perché hai rimosso dal paese gli Asceroth e hai applicato il tuo cuore per ricercare DIO». (2 Cronache 19:2 - 3)

Giosafat ascolta il rimprovero, e ripristina in ogni dettaglio l’ordine spirituale, mettendo nuove riforme e nuove regole nell'amministrazione della giustizia in caso di controversie, dicendo alle persone preposte:

«Voi agirete nel timore dell'Eterno, con fedeltà e con cuore integro. In ogni contesa che verrà portata davanti a voi da parte dei vostri fratelli che abitano nelle loro città, si tratti di sangue versato, oppure di offese contro la legge o un comandamento, contro statuti o decreti, avvertiteli perché non si rendano colpevoli davanti all'Eterno, e l'ira non cada su di voi e sui vostri fratelli. Fate così e non vi renderete colpevoli.”
(2 Cronache 19:9-10)

Ma in seguito, vediamo che Giosafat ha imparato ben poco dalla lezione che Dio aveva voluto impartirgli; infatti, ancora una volta, per convenienza si associa con un altro nemico.

“ Dopo questo Giosafat, re di Giuda, si alleò con Achaziah, re d'Israele, che agiva empiamente; egli si alleò con lui per costruire navi che andassero a Tarshish; allestirono le navi a Etsion-Gheber. Allora Eliezer, figlio di Dodavah di Mareshah, profetizzò contro Giosafat, dicendo: «Poiché ti sei associato con Achaziah, l'Eterno ha distrutto le tue opere». Così le navi si sfasciarono e non poterono andare a Tarshish.” (2 Cronache 20:35 a 37)

Tornando al collegamento iniziale, del peccato che si ripresenta a distanza di tempo.

Sia il re Asa che Suo figlio il re Giosafat ( e tanti altri) fecero il grave errore di sottovalutare il peccato.

Se andiamo in ( 2 Cronache 14:2-3) vediamo che all'inizio del suo regno “ Asa fece tutto ciò che era buono agli occhi dell’Eterno; togliendo via gli altari degli dei stranieri, e gli alti luoghi, spezzando le statue e abbattendo gli dei stranieri. ( 2 Cronache 14:2-3)

Anche per lui inizialmente, procedeva tutto secondo il volere di Dio, con grandi benedizioni per lui e il suo popolo.

Ma anche per lui, le cose cambiarono drasticamente, quando, per avere protezione, decide di allearsi con un re pagano, Nen-adad re di Siria.

“Allora Asa tirò fuori dai tesori della casa dell'Eterno e del palazzo reale argento e oro e li mandò a Ben-Hadad, re di Siria, che abitava a Damasco, dicendo: «Vi sia alleanza fra me e te, come c'era tra mio padre e tuo padre. Ecco, ti mando argento e oro; orsù, rompi la tua alleanza con Baasha, re d'Israele, affinché egli si ritiri da me». (2 Cronache 16:2-3)

Anche in questo caso vediamo che il Signore avverte, e tramite “ il veggente Canani si recò da Asa, re di Giuda, e gli disse: «Poiché ti sei appoggiato sul re di Siria e non ti sei appoggiato sull'Eterno, il tuo DIO, l'esercito del re di Siria ti è sfuggito dalle mani. Non erano forse gli Etiopi e i Libici un esercito smisurato con numerosissimi carri e cavalieri? Tuttavia poiché ti eri appoggiato sull'Eterno, egli li diede nelle tue mani. L'Eterno infatti con i suoi occhi scorre avanti e indietro per tutta la terra per mostrare la sua forza verso quelli che hanno il cuore integro verso di lui. In questo tu hai agito da stolto; perciò d'ora in avanti avrai delle guerre». (2 Cronache 16:7 a 9)


Ma Asaf non si ravvede, anzi “ Asa s'indignò contro il veggente, e lo fece mettere in prigione, tanto questa cosa lo aveva irritato contro di lui. E, al tempo stesso, Asa divenne crudele anche contro alcuni del popolo”. (2 Cronache 16:10)

Mi sono chiesta: che cosa posso imparare da queste due situazioni?

1) Quando si inizia un cammino con Dio è estremamente importante andare avanti con Lui, senza voltarsi indietro. (Luca 9:62)

2) Imparare non soltanto dai nostri errori, ma anche dagli errori commessi da altri in passato.

3) Non sottovalutare mai i “piccoli” compromessi, perché il peccato si insinua sempre piano piano, con le “piccole “cose nella nostra vita.

4) Quando ci distacchiamo appena un po’ da ciò che Dio ci ha chiesto inizialmente, il nemico acquista terreno, usando cose apparentemente innocue: come la paura, la stanchezza, il non volere prendersi le proprie responsabilità, il voler giustificare in tutti i modi l’evidenza di un nostro errore.. e un sacco di altre motivazioni (sbagliate) che il nemico metterà sempre sulla nostra bocca per giustificarci davanti agli altri, sino al punto di non riconoscere più la voce di Dio, confondendo così, con estrema facilità la nostra volontà con la Sua.

Qualcuno di noi potrebbe dire, ma in fin dei conti che male c’è se mi conviene, imparentarmi con un nemico (che potrebbe essere un non credente) o allearmi con il più forte (accettando anche qualche piccolo compromesso) per avere una protezione e un‘agevolazione maggiore?

Come abbiamo visto, il male c’è, eccome!

Questo male si chiama peccato, e il peccato offusca cosi tanto, la nostra mente da allontanarci ( senza neppure accorgercene) sempre di più da Dio!

Lode a Dio!

venerdì 6 novembre 2015

Piccola riflessione sull'unità in Cristo!

Io dunque, il prigioniero per il Signore, vi esorto a camminare nel modo degno della vocazione a cui siete stati chiamati, con ogni umiltà e mansuetudine, con pazienza, sopportandovi gli uni gli altri nell’amore, studiandovi di conservare l'unità dello Spirito nel vincolo della pace. Vi è un unico corpo e un unico Spirito, come pure siete stati chiamati nell'unica speranza della vostra vocazione. Vi è un unico Signore, un'unica fede, un unico battesimo, un Dio unico e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, fra tutti e in voi tutti.” ( Efesi 4:1 a 6)
























In questi versetti Paolo descrive molto bene che cos’è, e in che cosa consiste, l’unità della fede, la vera dottrina, il vero insegnamento cristiano.

L unità che lo Spirito concede a tutti i veri credenti ( perché esistono anche i falsi credenti) crea inevitabilmente il vincolo della pace, quel legame spirituale che circonda e lega il popolo di Dio, gli uni agli altri.

Questo legame perfetto, che ci unisce, ci stringe e ci costringe in modo così forte: è il legame d’amore In Cristo!

Poiché l'amore di Cristo ci costringe, essendo giunti alla conclusione che, se uno è morto per tutti, dunque tutti sono morti…” (2 Corinzi 5:14) (Colossesi 3: 14)

Ma l’Amore di Dio, va di pari passo con la Verità della Sua parola.

Perché:” dicendo la verità con amore, cresciamo in ogni cosa verso colui che è il capo, cioè Cristo. “(Efesini 4:15)

L’amore che tralascia e abbandona la Verità della parola di Dio, Non è amore!

Si potrebbero spendere fiumi di parole per ampliare questi pensieri…ma non serve aggiungere altro, perché la parola di Dio è molto chiara nel comunicarci il vero significato dell’essere un solo corpo e un solo Spirito (solo che noi non vogliamo capire.)

A volte mi chiedo; che senso hanno le nostre parole, parliamo, insegniamo, scriviamo tante belle cose, la cultura non manca, le parole nemmeno.

Ma le cose di fatto non cambiano restano uguali, anzi in alcuni casi peggiorano, perché?

Perché mancano gli elementi fondamentali, principali per la base di una vera comunione fraterna.

Questi elementi sono appunto: l’amore e la verità della parola di Dio, che vanno mai separati!

A Dio tutta la gloria e l’onore!






giovedì 5 novembre 2015

Fiori che sbocciano...

“…il frutto dello Spirito è: amore, gioia, pace, pazienza, gentilezza, bontà, fede, mansuetudine, autocontrollo. Contro tali cose non vi è legge.” Galati 5:22-23
 

La nostra crescita spirituale, Non è fatta di parole, Ne di grandi progetti, Ma di realtà evidenti nella nostra vita!

E questa realtà si manifesta INEVITABILMENTE, con frutti spirituali, che consistono nel manifestare: l’Amore, la Gioia, la Pace, la Pazienza, la Gentilezza, la Bontà, la Fede, la Mansuetudine e l’Autocontrollo.

Se questi frutti non sono presenti nella nostra vita…se nessuno li vede (oppure vedono l’esatto contrario) dobbiamo rivedere seriamente le cose davanti a Dio!

Ma se dentro di noi, c’è il desiderio forte e sincero di piacere a Dio, cercando di vivere ogni cosa secondo la SUA volontà, allora la nostra crescita sarà evidente ed esuberante, i frutti dello Spirito inizieranno a sbocciare copiosamente nella nostra vita…e giorno dopo giorno, si sentirà in noi, e attorno a noi SOLTANTO, il buon profumo di Cristo!

giovedì 22 ottobre 2015

Un'uomo di Dio si riconosce!

"Ecco, io so che quest'uomo che passa sempre da noi, è un santo uomo di Dio. “
(2 Re 4: 9 )





Questa frase esprime tutta la convinzione, la certezza e la fede di una donna che confida nel suo Dio.


Questa donna essendo sensibile alle cose di Dio aveva imparato a non dare nulla per scontato nella sua vita, sapeva che ogni persona o situazione poteva essere usata da Dio per parlare al suo cuore per questo, quando vide passare Eliseo, si accorse subito che era un uomo di Dio.


E offrendo ad Eliseo tutta la sua disponibilità, sapeva di piacere a Dio.

In questa storia emergono due figure: la donna e l’uomo di Dio.


La fede nell'unico vero Dio è il filo conduttore tra l’uomo di Dio e la donna.

E’ importante notare, che quando Dio parla al nostro cuore lo fa in modo diretto e personale preparando tutto ciò che è attorno noi.


Dio ci ha creato in modo diverso l’uno dall’altro, spetta a noi uomo o donna, scoprire quali sono i talenti che Dio ci ha donato e adoperarli per Lui, in tutta la sua potenzialità.


Come la salvezza è personale, individuale anche il nostro rapporto con Dio e la nostra crescita spirituale è personale e individuale.


In base al nostro rapporto con Dio, anche nelle situazioni più difficili, riusciremo a distinguere in modo chiaro la Sua voce.


Il marito pur non avendo la stessa sensibilità e la stessa apertura verso le cose di Dio della moglie, viene comunque, usato e preparato da Dio per i suoi piani.


Andando avanti con la lettura, vediamo che: “ Un giorno Eliseo passava per Sunem; là c'era una donna ricca che lo trattenne con premura perché mangiasse da lei; così tutte le volte che passava di là, andava a mangiare da lei” (v. 4: 8)


Il dialogo, si svolge esclusivamente tra l’uomo di Dio e la donna.


Dal punto di vista umano, il comportamento della donna potrebbe non essere capito o addirittura criticato… una donna ricca, sposata vede passare un’uomo, lo trattiene con premura, circondandolo di attenzioni e convince quest’uomo a fermarsi a mangiare da lei, e l’uomo accetta l’invito.


Tutto questo, può apparire strano ai nostri occhi.


Ma fortunatamente, Dio non ragiona con la nostra mente e non vede le cose con i nostri occhi, Lui non si ferma davanti a ciò che appare, ma va oltre, va diritto al cuore e il cuore della donna era gradito a Dio.


Questa donna nonostante il fatto che non aveva potuto avere figli, perché come vedremo più avanti il marito era ormai vecchio, era comunque serena, non permise in alcun modo al suo cuore di inaridirsi , ma lo lasciò libero di espandere attorno a se, l’amore di Dio…sapeva che solo Dio era in grado di capirla davvero nella profondità del suo essere e a Lui aveva affidato ogni cosa.


Al (v. 10) la donna dice al marito: “… Ti prego, costruiamogli, di sopra, una piccola camera in muratura e mettiamoci per lui un letto, un tavolino, una sedia e un candeliere, affinché, quando verrà da noi, egli possa ritirarvisi”.


“Così, un giorno che egli giunse a Sunem, si ritirò in quella camera, e vi dormì.” (v.11)


Ciò che sembrava strano, diventa ancora più strano…in un certo senso, il marito acconsente al fatto che il Profeta entri a far parte della vita della moglie…dal punto di vista umano, ancora non riusciamo a comprendere, ma anche questo era nei piani di Dio.


“Egli fa cose grandi e imperscrutabili, meraviglie innumerevoli.” (Giobbe 9:10)


L’uomo a volte, può ostacolare o ritardare i disegni di Dio, ma una cosa è certa i disegni di Dio sono e saranno sempre, portati a compimento.


In (Isaia 46: 11) è scritto: “ Sì, io l'ho detto e lo farò avvenire; ne ho formato il disegno e l'eseguirò ”


Dio aveva predisposto ogni cosa e in seguito vedremo che nonostante il fatto che il marito non sentisse e non vivesse le cose di Dio come la moglie, contribuisce alla benedizione nella vita della moglie tramite la presenza di Eliseo, usufruendone in seguito, lui stesso.


Se il marito avesse voluto, non avendo la stessa convinzione, la stessa certezza e la stessa fede della moglie, avrebbe potuto ostacolarla (ostacolare ma non impedire) come marito poteva farlo; ma non lo fece perché questo, non era nei piani di Dio!


A un certo punto, Eliseo sente il bisogno di contraccambiare in qualche modo la gentilezza e la premura della donna e dice il suo servo Gheazi: “Chiama questa Sunamita”. Egli la chiamò, e lei si presentò davanti a lui. Eliseo disse a Gheazi: “Dille così: "Tu hai avuto per noi tutta questa premura; che si può fare per te? Hai bisogno che si parli per te al re o al capo dell'esercito?” ( v.12 e 13 )


Alla domanda di Eliseo la donna risponde soltanto: “io vivo in mezzo al mio popolo”.


Dalla risposta sembra che la donna stia bene così, probabilmente neppure lei si era resa conto di ciò che mancava nella sua vita “l’essere benedetta con la nascita di un figlio” dando forse per scontato, che non avrebbe mai potuto aver figli.


Eliseo però non si da per vinto, insiste e chiede ancora al suo servo Gheazi: ” Che si potrebbe fare per lei?” Gheazi risponde: “Certo non ha figli, e suo marito è vecchio”. Eliseo, disse: “chiamala!”. Gheazi la chiamò, e lei si presentò alla porta. Ed Eliseo le disse: «L'anno prossimo, in questo stesso periodo, tu abbraccerai un figlio». Lei rispose: «No, mio signore, tu che sei un uomo di Dio, non ingannare la tua serva!” (v.14 a 16 )


E come avvenne per Sara, “Questa donna concepì e, l'anno dopo, in quel medesimo periodo partorì un figlio, come Eliseo le aveva detto. anche per lei e l'anno dopo, in quel medesimo periodo partorì un figlio, come Eliseo le aveva detto.” (v.17)


Ecco la benedizione di Dio per lei, tramite Eliseo; il dono di un figlio…finalmente avrebbe provato la gioia, di tenere tra le braccia un bambino …il suo bambino.


Purtroppo però, nei versetti successivi vediamo che le cose cambiano drasticamente.


“ Il bambino si fece grande: e un giorno, uscito per andare da suo padre che era con i mietitori, disse a suo padre: “La mia testa! la mia testa!” .Il padre disse al servo: «Portalo da sua madre!» 20 Il servo lo portò via e lo condusse da sua madre. Il bambino rimase sulle ginocchia di lei fino a mezzogiorno, poi morì.”
( v.18 a 20)



“Allora lei salì, lo adagiò sul letto dell’uomo di Dio, chiuse la porta ed uscì”


In questo gesto c’è un’ulteriore esempio di fede da parte della donna, una fede vera, concreta che non viene mai meno!


Dio gli aveva dato un figlio e Lui era l’unico che poteva aiutarla, la donna sapeva che Eliseo dipendeva da Dio, lasciando il bambino adagiato sul suo letto nella stanza dove lui pregava e meditava, era come se avesse messo in certo senso, il suo bambino nelle mani di Dio!


“Poi, la donna chiamò suo marito dicendo: “Ti prego, mandami un servo e un'asina, perché voglio correre dall'uomo di Dio, e tornare”. (v.22)


Il marito non comprende, non si rende conto dell’urgenza della cosa, della necessità della moglie di andare subito dall’uomo di Dio e pone domande che in quel momento, data l’urgenza erano forse fuori luogo. ( v. 23)


Anche in questo caso, si vede nuovamente la fede, la dinamicità e la prontezza della donna la quale, avviandosi rassicura il marito dicendo: “andrà tutto bene”


“Poi fece sellare l’asina e disse al suo servo: “Guidala, e tira via; non mi fermare per strada, a meno che io non te lo dica ” Così partì, e giunse dall'uomo di Dio, sul monte Carmelo“. Appena l'uomo di Dio la vide da lontano, disse a Gheazi, suo servo: “Ecco la Sunamita che viene!” Ti prego, corri a incontrarla, e dille: "Stai bene? Sta bene tuo marito? E il bambino sta bene?". ( v. 24 a 26)


Ma lei non vuole perdere tempo nel dare spiegazioni a Gheazi, la persona di cui si fidava era Eliseo non il suo servo, la sua fiducia era riposta nell’uomo di Dio, perché l’uomo di Dio dipendeva da Dio!

Quando finalmente giunse da Eliseo, si gettò ai suoi piedi e pianse amaramente dicendo : “avevo forse chiesto di poter avere un figlio? Non ti dissi dunque: Non m'ingannare?” (v.28)


“Allora Eliseo disse a Gheazi: “Cingiti i fianchi, prendi in mano il mio bastone, e parti. Se incontri qualcuno, non salutarlo; e se qualcuno ti saluta, non rispondergli; e poserai il mio bastone sulla faccia del bambino”. La madre del bambino disse ad Eliseo: ” Com'è vero che il SIGNORE vive e che tu vivi, io non ti lascerò». Ed Eliseo si alzò e andò insieme con lei” (v.29 a 30)


La donna sentiva che l’unico che poteva aiutarla era Eliseo perché egli, era stato il mezzo attraverso il quale Dio l’aveva benedetta con la nascita di un figlio e non se ne sarebbe mai andata, senza di lui!


“ Gheazi, che li aveva preceduti, pose il bastone sulla faccia del bambino, ma non ci fu voce né segno di vita”. (v. 31)


Il fallimento nel riportare in vita il bambino, dimostra che Dio agisce e risponde soltanto, alle persone che si fidano di Lui e Dio rispondeva ed agiva tramite Eliseo perché Eliseo si fidava completamente di Dio.


Eliseo aveva bisogno di concentrarsi sul suo Dio:” Egli entrò, si chiuse dentro con il bambino, e pregò il SIGNORE. Poi salì sul letto e si coricò sul bambino; pose la sua bocca sulla bocca di lui, i suoi occhi sugli occhi di lui, le sue mani sulle mani di lui; si distese sopra di lui, e il corpo del bambino si riscaldò”. (v. 33 e 34)


Continuò a pregare con fervore, spandendo la sua anima davanti all’Eterno, finché Dio non ripose alla sua supplica.


E il bambino dopo aver starnutito sette volte apre gli occhi. Ed Eliseo dice alla donna: “prendi tuo figlio.”


Con estrema gratitudine verso il suo Dio: “La donna entrò, gli si gettò ai piedi, e si prostrò in terra; poi prese suo figlio, e uscì. “ (v.37)

La fede e la fiducia della donna, vengono ricompensate da Dio con una nascita miracolosa e una restituzione miracolosa alla vita, esaltando così tutta la Sua gloria!


Ma questa non fu l’unica benedizione concessa alla donna.

Infatti sempre in (2 Re 8:1-2) vediamo che quando alcuni anni dopo, il paese venne minacciato dalla carestia la donna fu avvisata dal profeta di andarsene con la sua famiglia; sfuggendo così alla fame e alla morte.


Finiti i sette anni ritornò nel suo paese. Siccome durante la sua assenza aveva perso sia la casa che i terreni, chiese al re che gli venissero restituiti.


“Il re interrogò la donna, che gli raccontò tutto; e il re le mise a disposizione un funzionario, al quale disse: «Falle restituire tutto quello che è suo, e tutte le rendite delle terre, dal giorno in cui lasciò il paese, fino a ora”. (2 Re 8:6)


Tutto questo, venne fatto sulla base che lei era la donna alla quale Eliseo aveva riportato in vita il figlio e perché aveva aiutato Eliseo “l’uomo di Dio” e il regno di Dio!

In (Luca 6:38) è scritto:“ Date, e vi sarà dato; vi sarà versata in seno buona misura, pigiata, scossa, traboccante; perché con la misura con cui misurate, sarà rimisurato a voi”.

Ed è così… è inevitabilmente cosi… donando con sincerità davanti a Dio riceviamo di più, molto di più di ciò che abbiamo donato!