mercoledì 29 marzo 2017

Un dolce frutto

“Ogni correzione infatti, sul momento, non sembra essere motivo di gioia, ma di tristezza; dopo però rende un pacifico frutto di giustizia a quelli che sono stati esercitati per mezzo suo.”   Ebrei 12: 11 



Oggi riflettevo su questo versetto, e pensavo... un bambino, quando viene ripreso e corretto, non sa che questa correzione è per il suo bene, anzi molto spesso si ribella e protesta perché viene ripreso e corretto, solo in seguito durante la sua crescita potrà capire realmente l’importanza di quella correzione data a suo tempo.


Anche noi adulti, proprio come un bambino capriccioso ci ribelliamo  e protestiamo, quando veniamo ripresi e corretti da Dio per il nostro bene, spesso anche non ci rendiamo neppure conto del perché di quella correzione,per questo ci lamentiamo e protestiamo (proprio come fanno i bambini) senza sapere  che quella correzione data a suo tempo era necessaria per farci maturare e crescere spiritualmente, portando frutti sempre più dolci alla gloria di  Dio!


Aiutami a crescere Signore!

mercoledì 22 febbraio 2017

Parole che consolano

“Nessuna parola malvagia esca dalla vostra bocca, ma se ne avete una buona per l'edificazione, secondo il bisogno, ditela affinché conferisca grazia a quelli che ascoltano.” Efesi 4:29



Spesso non ci  rendiamo conto dell’importanza delle nostre parole, dimenticando che le nostre parole possono edificare o distruggere.

Per questo dovremmo fare molta attenzione a quello che diciamo e come lo diciamo.

Se dalla nostra bocca, con estrema facilità  escono  parole pungenti che possono soltanto  ferire o turbare, il fratello/sorella, è molto meglio tacere!

Ma se nel nostro cuore, ci sono parole gradevoli colme dell’amore di Dio, che abbracciano, confortano e sorreggono (anche nella correzione) secondo il bisogno e la necessita della persona che ci è accanto, allora Si, in quel caso possiamo e dobbiamo parlare.

Perché in quel momento, in quella particolare circostanza, sicuramente le nostre parole porteranno grazia a quelli che ci ascoltano.

E tutti gli rendevano testimonianza e si meravigliavano delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca…” Luca 4:22

Questo è l’esempio che dobbiamo seguire!

Perdonami Signore, quando le mie parole, non sono colme del Tuo amore e della Tua grazia
.

venerdì 17 febbraio 2017

Consolazioni che fanno bene al cuore

“Quando ho detto: «Il mio piede vacilla», la tua benignità, o Eterno, mi ha sostenuto. Quando un gran numero di preoccupazioni mi assillavano, le tue consolazioni mi rincuoravano.” Salmo 94:18- 19



Sentirsi instabili nel camminare, con la paura di cadere da un momento all'altro non è affatto piacevole, magari riprendiamo subito l’equilibrio e per grazia di Dio ci rimettiamo in piedi, ma la paura e il rischio di farci molto male, c’è stato.

E’ meraviglioso pensare che è proprio in quel preciso momento, che la mano forte e sicura del nostro Dio, ci sostiene…ci risolleva portandoci al sicuro!

E quando le preoccupazioni di questa vita terrena tornano ancora a disturbarci, togliendoci la pace ecco, che le Sue consolazioni ci incoraggiano ancora…e poi ancora...facendoci dire a gran voce:” Ma l'Eterno è la mia fortezza, e il mio DIO è la rocca in cui mi rifugio.” Salmo 94:22

A Dio sia la gloria e l'onore!

giovedì 9 febbraio 2017

L'amore ha sempre costo

“No! Io lo voglio acquistare per l’intero suo valore, perché non prenderò per l’Eterno ciò che appartiene a te e non offrirò all'Eterno un olocausto che non mi costi nulla.” ( 1 Cronache 21:24)





Davide sollecitato dal suo orgoglio personale, senza l’approvazione da parte di Dio decide di fare il censimento del popolo di Israele.

“Questa cosa dispiacque a DIO, perciò colpì Israele.” (1 Cronache 21:8 )

Quando Davide si rende conto della gravità del suo peccato, si pente e si umilia davanti a Dio.

Ed ora segue scrupolosamente le indicazioni che l’angelo dell’Eterno, gli dà attraverso Gad.

Quindi va da Ornan e gli chiede di cedergli l’area della sua aia per offrire un’Altare al Signore, ma la vuole ad una condizione: vuole pagare l’aia per tutto il suo valore.

Ornan, non vuole nulla e dice al re: “prenditela, e il re mio Signore faccia ciò che meglio gli pare; ecco, io ti do anche i buoi per gli olocausti, gli attrezzi da trebbiare per la legna e il grano per l’oblazione di cibo, ti do tutto”. ( 1 Cronache 21: 23)

Ma Davide non accetta e da “ad Ornan, come prezzo del terreno il peso di seicento sicli d’oro.” (1 Cronache 21:25)

Davide avrebbe potuto offrire un olocausto al Signore senza il minimo sforzo, senza spendere nulla, ma non lo fece perché sapeva che davanti a Dio tale offerta non avrebbe avuto alcun valore.

Anche dal punto di vista umano le cose più belle hanno sempre un costo, più sono belle più costano.

Quando noi amiamo davvero una persona, nessun costo è troppo alto, nessun sacrificio è troppo grande, ciò facciamo per lui /lei è sempre troppo poco, a volte soltanto per un sorriso, della persona amata siamo pronti a qualsiasi rinuncia.

Ma noi per il Signore che cosa facciamo, quali rinunce, quali sacrifici facciamo per Colui che ci ha amati così tanto, da offrire il Suo unigenito figlio a morire per noi sulla croce, cosa facciamo realmente, a che cosa rinunciamo per Lui?

Tristemente dobbiamo ammettere che spesso, troppo spesso offriamo a Dio soltanto le briciole del tempo che ci avanza, tutto ciò che non ci costa fatica, sacrificio e rinuncia.

E anche se non lo ammettiamo, prevale quasi sempre la nostra volontà.

Forse, quanto sto dicendo potrà sembrare esagerato, ma se esaminiamo attentamente ogni cosa, partendo dalla mattina quando ci alziamo arrivando alla sera, quando è ormai ora di andare a dormire, ci renderemo conto che il tempo dato a Dio è stato davvero troppo poco, dimenticando che l’amore, il vero Amore…ha sempre un costo.

Davide ha manifestato il suo pentimento e il suo amore per il Signore, con qualcosa che gli è costato, pagando il giusto prezzo.

E noi siamo disposti a pagare il giusto prezzo?

Miei cari,

non è sufficiente dire: “Signore vado, faccio” e poi, restare immobili senza fare nulla, o fare soltanto ciò che piace a noi.

No, alle nostre parole, devono seguire i fatti.

“…chiunque ode queste mie parole e le mette in pratica, io lo paragono ad un uomo avveduto che ha edificato la sua casa sopra la roccia” (Matteo 7: 24)

A Davide era stato chiesto di recarsi nell'aia di Ornan per erigere un’Altare all'Eterno.

Davide ascolta e agisce, recandosi subito nel luogo fissato, per offrire a Dio la sua offerta.

Come ripeto, non una cosa qualsiasi, ma qualcosa che costa!

Dio ci benedica.

mercoledì 1 febbraio 2017

La gioia di un sorriso

"...camminate nell'amore come anche Cristo vi ha amati e ha dato se stesso per noi in offerta e sacrificio a Dio quale profumo di odore soave"  Efesi 5:2



Un pò di tempo fa, una signora anziana molto distinta e gentile si è avvicinata a me per chiedere un’informazione, mentre parlavamo mi ha detto che aveva 89 anni e viveva da sola perché il suo unico figlio si è trasferito all'estero.

Durante la nostra conversazione ho visto nei suoi occhi una profonda tristezza...avrei voluto aiutarla ma non sapevo come...allora, ho cercato di rassicurarla con un sorriso dicendole: “signora se ha bisogno di me...io sono qui...”

Guardandomi commossa, mi ha detto: “grazie per il suo sorriso, io non chiedo altro... vorrei soltanto avere la gioia di un sorriso nella mia vita...ma è così difficile... quasi impossibile trovarlo”

Questo piccolo episodio, mi portato a riflettere sull'importanza dell’amore, 
uscendo da noi stessi... dalle nostre egoistiche chiusure, fatte di scuse e pretesti inutili... per andare verso agli altri, portando la gioia di un sorriso...e il profumo di Cristo...un profumo che è impossibile nascondere, perché la sua fragranza e la sua dolcezza si estende inevitabilmente attorno a noi!

lunedì 23 gennaio 2017

La depressione, con l'aiuto di Dio!


Tra le tante definizioni che sono state date,credo che la depressione si possa descrivere come un disadattamento alla vita sociale, una difficoltà ad interagire con gli altri, facendo sentire chi ne è affetto fuori posto, in ogni occasione.

Agli occhi della persona depressa, tutto appare irrisolvibile, insormontabile, cupo e tetro, anche la percezione del tempo viene modificata: le ore e le giornate sembrano non passare mai, tutto è fermo, statico, senza possibilità di cambiamento.

A volte, per non far trapelare, le proprie insicurezze, fragilità e debolezze, si tende ad innalzare delle barriere, isolandosi da tutto e da tutti, sino a diventare dei veri e propri eremiti.

In alcuni casi, la persona depressa, sembra essere refrattaria ed insensibile ad ogni sentimento ed emozione e questo la fa sentire in colpa.

Altre volte sembra essere ipersensibile e facile al pianto.

Alcuni soffrono di depressione senza saperlo,altri lo sanno ma cercano disperatamente di nasconderlo, come se fosse una gravissima colpa di cui vergognarsi; per questo motivo mettono delle maschere, che comunque non bastano per nascondere quel disagio e quella difficoltà di vivere.

Per quanto mi riguarda, in più occasioni ho ringraziato Dio per la mia depressione perché questa sofferenza mi ha sempre avvicinata di più a LUI.

E’sempre dopo un temporale che si apprezzano maggiormente i colori intesi dell’arcobaleno ed è dopo una tempesta, che si apprezza di più la bellezza di un mare calmo, di un cielo limpido, terso e trasparente.

Che lo vogliamo o no, direttamente o indirettamente la depressione è un qualcosa che tocca tutti da vicino, per questo motivo dobbiamo cercare di affrontarla nel modo migliore,avvicinando con amore e comprensione le persone che ne soffrono.

Personalmente credo che la cura migliore per chi soffre di depressione sia l’accoglienza vera, che viene dal cuore da parte delle persone che circondano la persona depressa.

Una finta accoglienza, un finto amore, una finta amicizia non farebbero che peggiorare lo stato depressivo, perché andrebbero a confermare i sentimenti negativi della persona in questione.

Se pensiamo di non essere in grado di sopportare e comprendere questo tipo di problema, è meglio evitare di illudere, promettendo un aiuto che di fatto sappiamo benissimo che non ci sarà.

Come credenti abbiamo comunque una grande responsabilità davanti a Dio: possiamo e dobbiamo costruire, edificare, avvicinando le persone a Cristo.

Ma se Non lo facciamo con l’amore che viene da Lui, possiamo demolire allontanando a volte, irrimediabilmente con il nostro comportamento le persone da Cristo.

Le cause che possono innescare quel sottile meccanismo di sofferenza che si chiama depressione possono essere tante: una di queste (come nel caso di Davide) potrebbe essere la delusione di un amico.

Nel (Salmo 55:12:13-14) Davide esprime molto bene questo stato d’animo, dicendo:

“Se mi avesse offeso un nemico, l’avrei sopportato;se un avversario avesse cercato di sopraffarmi , mi sarei nascosto da lui;ma sei stato tu, l’uomo che io stimavo come mio pari,il mio compagno e mio intimo amico. Ci incontravamo con piacere;insieme,tra la folla, andavamo alla casa di Dio.”

Colui che Davide riteneva essere un amico, un compagno, con il quale si incontrava ed andava insieme alla casa di Dio, per pregare ed innalzare inni di lode a Dio, lo ha tradito brutalmente, voltandogli le spalle.

Ma Davide non si lascia sopraffare, non si lascia vincere dal dolore, dalla tristezza, dalla depressione!

Al contrario, ripone ogni suo timore nelle mani sicure di Dio e con estrema fiducia dice:

“Quando avrò paura,confiderò in te. Con l'aiuto di DIO celebrerò la sua parola;ho posto la mia fiducia in DIO, non temerò.Che cosa mi può fare l'uomo?” (Salmo 56:3-4)

Anche un desiderio inappagato,come nel caso di Anna, può essere motivo di profonda depressione, il suo desiderio più grande era quello di poter stringere tra le sue braccia un bambino, il suo bambino, ma Anna era sterile e questo era per lei, motivo di grande dolore.


Con fede rivolge a Dio una preghiera:

“Ella aveva l'anima piena di amarezza, e pregò 'Eterno piangendo dirottamente. E fece un voto, dicendo: 'O Eterno degli eserciti! se hai riguardo all'afflizione della tua serva, e ti ricordi di me, e non dimentichi la tua serva, e dai alla tua serva un figliuolo maschio, io lo consacrerò all'Eterno per tutti i giorni della sua vita, e il rasoio non passerà sulla sua testa'." (1 Samuele 1:10-11)

Dopo avere pregato, con la certezza nel cuore che il Signore si sarebbe preso cura di lei, Anna ritrova la serenità:

“Così la donna se ne andò per la sua via, mangiò, e il suo sembiante non fu più quello di prima.” ( 1 Samuele:1: 18)

Il Signore vede, il suo profondo dolore,ed esaudisce il desiderio del suo cuore, e: ”Nel corso dell'anno, Anna concepì e partorì un figliuolo, al quale pose nome Samuele, 'perché', disse, 'l'ho chiesto all'Eterno'."(1 Samuele 1:20 )

Anche Asaf si imbatte nella stessa sofferenza della depressione, dovuta allo scoraggiamento, la disperazione e lo scoraggiamento in cui è caduto è talmente intenso che nessuno riesce consolarlo;la tristezza e il dolore sono così forti che non gli permettono neppure di parlare.

Nel (Salmo 77:2-4) dice:”L'anima mia ha rifiutato di essere consolata..sono così turbato che non posso parlare.”

Ma Asaf amava Dio più di ogni altra cosa, ed in quella sua cupa disperazione, il suo pensiero va a Dio e si ricorda di tutte le cose meravigliose che in passato aveva fatto per lui.

E questo ricordo è sufficiente, per rivolgere a Dio una meravigliosa preghiera:

"Ricorderò le opere dell'Eterno, sì, ricorderò le tue meraviglie dei tempi passati, mediterò su tutte le tue opere e considererò le tue gesta. O DIO, la tua via è santa; quale Dio è grande come DIO? Tu sei il Dio che compie meraviglie; tu hai fatto conoscere la tua forza fra i popoli.” (Salmo 77:11 a 14)

La depressione può essere trattata in due modi diversi:

1) da un punto di vista medico - sociale; trattando le persone in modo freddo, distaccato, come fanno i professionisti del settore, che tentano di risolvere il problema con l’ascolto e gli psicofarmaci.

2) da un punto di vista cristiano - spirituale; partecipando e soffrendo con coloro che soffrono ed offendo un aiuto ed un sostegno spirituale che si prolungano nel tempo.

Come cristiani dobbiamo ricordare che: “Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati.” (Matteo 9:12)

Sono i malati che hanno bisogno di Cristo, per risolvere il male della loro anima!

Una volta usciti dal tunnel buio della depressione, c’è un altro aspetto da non trascurare: l’effetto che la luce abbagliante della libertà di comunicazione, alla quale non eravamo abituati può avere su di noi.

Mi spiego meglio: quando, con l’aiuto di Dio, si vengono a spezzare alcune catene e si esce dall'isolamento della depressione, si inizia giustamente a rapportarsi con gli altri.

La persona che è rimasta isolata a lungo, in balia dei propri pensieri negativi, ha bisogno di imparare nuovamente a rapportarsi con il prossimo, ma essendo appena uscita da una depressione è estremamente fragile e dimentica che i rapporti umani la espongono all'amarezza delle delusioni.

Come agire in tali circostanze?

E’ assolutamente necessario chiedere a Dio intelligenza, prudenza e saggezza, nel gestire la nostra nuova libertà.

Una domanda che spesso ci poniamo è la seguente: “Si può uscire dal Tunnel della depressione?”

Io dico sì, con l’aiuto di Dio si può!

E anche se, a volte dovesse ricomparire nella nostra vita, potremo dire:

“Ecco, Dio è la mia salvezza; io avrò fiducia, e non avrò paura di nulla; poiché il SIGNORE, il SIGNORE è lamia forza e il mio cantico; egli è stato la mia salvezza". (Isaia 12:2)

Sapendo che la vera libertà è nel Signore: ”Or il Signore è lo Spirito, e dov'è lo Spirito del Signore, vi è libertà. (2 Corinzi 3:17)

Non dimenticando mai, che la Sua grazia ci basta!

“Ma egli mi ha detto: la mia grazia ti basta, perché la mia potenza è portata a compimento nella debolezza». Perciò molto volentieri mi glorierò piuttosto delle mie debolezze, affinché la potenza di Cristo riposi su di me.” (2 Corinzi 12:9)

Gloria al nostro Dio!

mercoledì 18 gennaio 2017

Vegliate!

"Vegliate; il diavolo va attorno cercando chi possa divorare." (1 Pietro 5:8 ) 


Vegliare significa stare svegli proprio nelle ore in cui si dovrebbe dormire, perché è proprio nei momenti in cui siamo rilassati e tranquilli che il nemico agisce.

Se noi siamo vigili e attenti cercando di individuare ogni mossa del nemico, lui starà lontano da noi, potrà girare attorno a noi...ma non potrà divorarci!

In (Giacomo 4:7) è scritto:” Sottomettetevi dunque a Dio, resistete al diavolo ed egli fuggirà da voi.”


Miei cari.

molto spesso (senza che ce ne rendiamo conto)  è proprio attraverso le “piccole cose” che noi sottovalutiamo e riteniamo innocue ( ma non lo sono) che satana agisce, per questo dobbiamo stare molto attenti!

“ ..mentre gli uomini dormivano, venne il suo nemico e seminò le zizzanie in mezzo al grano e se ne andò. Quando l'erba germogliò ed ebbe fatto frutto, allora apparvero anche le zizzanie
.” (Matteo 13:25-26)

Su questo argomento, c’è un libro su cui vorrei portare la vostra attenzione, scritto da mio marito Vincent Eze Ahanonu ( ora col Signore) che si intitola: 

“ l’avversario e la vittoria cristiana”

A Dio l’onore e la gloria!