mercoledì 28 dicembre 2016

Dio è la mia Rocca!

"Viva l'Eterno! Sia benedetta la mia Ròcca! “ Dio è la mia Rocca! 
(2 Samuele 22:47) 



La Rocca è una massiccia Fortezza costruita su una cima rocciosa o su un'altura dominante.

Se ci mettiamo sulla vetta di questa maestosa Rocca, i nostri occhi rimangono abbagliati dalla bellezza di tutto ciò che ci circonda; e allo stesso tempo, se ci rifugiamo dentro questa Rocca, siamo tenuti al caldo, coperti e riparati da ogni intemperia, da ogni attacco del nemico, che incessantemente cerca di scagliare le sue frecce.

Ma niente e nessuno potrà minimamente sfioraci perché siamo totalmente protetti dalla Rocca!

Miei cari, questa Rocca si chiama Gesù, ed è la Rocca, sulla quale un giorno abbiamo posto il nostro fondamento.

“Cadde la pioggia, vennero le inondazioni, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa; essa però non crollò, perché era fondata sopra la roccia.” (Matteo 7:25)

Non è Meraviglioso tutto questo? Si è meraviglioso!

Per questo possiamo dire a gran voce..”viva l'Eterno! Sia benedetta la mia Rocca!”

Lode a Dio!


mercoledì 14 dicembre 2016

"Gesù conosce le Sue pecore e le Sue pecore conoscono Lui e riconoscono la Sua voce... "



“Io sono il buon Pastore e conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me” (Giovanni 10:14)



Ma la domanda è: tra loro le pecore si riconoscono?
La risposta non è cosi scontata purtroppo..

Di sicuro le pecore si riconoscono dai frutti, che sono presenti nella loro vita: “Voi li riconoscerete dai loro frutti” (Matteo 7:16) e questi frutti che devono essere ben visibili tra di noi, nella nostra vita  sono: “Amore, gioia, pace, pazienza, gentilezza, bontà, fede, mansuetudine, autocontrollo” (Galati 5:22)

Dal primo di questi frutti che è l’Amore provengono tutti gli altri e se manca il frutto dell’Amore di Dio in noi, non potrà esserci nella nostra vita alcun frutto.

E’ da quest’amore, che non proviene da noi, ma è stato “sparso da Dio nei nostri cuori mediante lo Spirito Santo che ci è stato dato” (Romani 5:5) che potremo riconoscerci tra di noi, ed essere dagli altri riconosciuti, come discepoli di Gesù.

Nel vangelo di Giovanni (13: 34 e 35) è scritto: “ vi do un nuovo comandamento: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, anche voi amatevi gli uni gli altri. Da questo conosceranno tutti che siete miei discepoli, se avete amore gli uni per gli altri.” (altro rif. Atti 4:13)

Ogni singola pecora contribuisce alla formazione del gregge e il gregge in un certo senso rappresenta il corpo:

“il corpo è uno, ma ha molte membra e tutte le membra di quell’ unico corpo, pur essendo molte formano un solo corpo, così è di Cristo.” (1Corinzi 12:12)

Ogni parte del corpo si riconosce e sa qual è la sua funzione, l’occhio riconosce la mano e la mano riconosce l’occhio.

La mano, come la bocca può servire per risollevare, sostenere e incoraggiare, ma anche per colpire, ferire e demolire. 

Giacomo (3:10 a 12) dice: “Dalla stessa bocca esce benedizione e maledizione. Fratelli miei, le cose non devono andare avanti così. La fonte emette forse dalla stessa apertura il dolce e l’amaro? Può fratelli miei un fico produrre olive, o una vite fichi? Cosi, nessuna fonte può dare acqua salata e acqua dolce. ”

Se noi attingiamo dalla stessa fonte che è Cristo, gli scopi nella nostra vita saranno gli stessi: glorificare Dio in ogni cosa, edificando, incoraggiando e sostenendo i fratelli, incitandoci reciprocamente a vivere  nell'amore di Cristo!

Le pecore, i credenti si riconoscono tra di loro, proprio dalle attenzioni e dalla cura che hanno gli uni per gli altri, se un membro soffre tutte le altre membra soffrono, non può essere altrimenti, se così non fosse, non farebbero parte di quel gregge, di quel corpo, che è il corpo di Cristo, perché nel corpo di Cristo:

“Se un membro soffre tutte le membra soffrono; mentre se un membro è onorato, tutte le membra gioiscono insieme” (1 Corinzi 12:26)

In (Malachia 3:16) è scritto: “quelli che hanno timore del SIGNORE si sono parlati l'un l'altro; il SIGNORE è stato attento e ha ascoltato; un libro è stato scritto davanti a lui, per conservare il ricordo di quelli che temono il SIGNORE e rispettano il suo nome.”

Quelli che appartengono a Dio e lo temono, si riconoscono, si parlano e si sostengono tra di loro.

E “il corpo è ben connesso e unito insieme, mediante il contributo fornito da ogni giuntura e secondo il vigore di ogni singola parte, produce la crescita del corpo per l’edificazione di se stesso nell'Amore” (Efesi 4:16)

Si, l’Amore di Dio (non il nostro) sparso nei nostri cuori è sicuramente l’unico, il solo modo per riconoscerci, come figli di Dio.

giovedì 24 novembre 2016

Un'altro aspetto dell’Amore

“Figlio mio, non disprezzare la disciplina del Signore, e non ti perdere d'animo quando sei da lui ripreso; perché il Signore corregge quelli che egli ama, e punisce tutti coloro che riconosce come figli”. (Ebrei 12: 4 a 6)




Molto spesso ( forse per comodità) tendiamo ad evidenziare l’amore di Dio, dimenticando che il Suo amore, va di pari passo con la correzione e la disciplina.

Il vero amore ( per amore) corregge e riprende, se non riprende e non corregge i nostri errori, non è vero amore!

Se il padre, o la madre appoggiano e difendono i figli nelle loro scelte sbagliate, pensando di fare loro del bene, commettono un grave errore e più avanti sicuramente, vedranno i frutti del loro amore sbagliato.

Certamente, la correzione e il castigo, sul momento fanno male (a volte moto male) ma in seguito, ci saranno frutti di benedizione!  
(Ebrei 12:11)
Quando un bambino gioca con una scatola di fiammiferi o altre cose molto pericolose, come genitori non possiamo lasciarlo fare perché ne va di mezzo la sua vita!

Certamente, quando gli verranno tolti di mano quei giochi pericolosi, loro non capirono e  piangendo si chiederanno perché ne sono stati privati, per loro era  un bellissimo gioco…

Ma noi come genitori, sappiamo di avere fatto al scelta giusta per loro, salvandoli da un potenziale pericolo (anche mortale)

La stessa cosa fa il Signore con noi, molte volte ci toglie la cosa più bella ai nostri occhi, perché sa che quella cosa potrebbe essere molto pericolosa per noi in futuro!

Anche noi come quei bambini che sul momento non capivano perché gli erano state tolte le cose “belle “con cui giocavano ( ma in seguito capiranno)  in seguito capiremo il perché di quella privazione e anche se non dovessimo capire, noi ci fidiamo del nostro Padre celeste!

Perché Dio sa sempre cos'è il meglio per me, per te!

“Poiché io conosco i pensieri che ho per voi», dice l'Eterno, «pensieri di pace e non di male, per darvi un futuro e una speranza.” Geremia 29:11

Miei cari,

è estremamente importante ricordarci gli uni con gli altri, questa preziosa verità, perché il nostro Dio è un Dio di ordine e di verità che ama la disciplina, e l’ubbidienza da parte nostra.

In 1 Samuele 15:22 è scritto: "Ecco, l'ubbidienza è migliore del sacrificio, e ascoltare attentamente è meglio del grasso dei montoni.”



A Dio sia la gloria!


















mercoledì 23 novembre 2016

Come un fuoco ardente

Se dico: "io non lo menzionerò più, non parlerò più nel suo nome" c'è nel mio cuore come un fuoco ardente, chiuso nelle mie ossa; mi sforzo di contenerlo, ma non posso." (Geremia 20:9)



A causa del ruolo affidatogli da Dio, Geremia veniva spesso schernito, percosso, umiliato pubblicamente, e messo in prigione. 


Per questo motivo, con sentimenti che oscillavano spesso tra la lode e lo sconforto, Geremia si lamenta davanti a Dio. 

E in un momento di profonda depressione dice: “... io non lo menzionerò più, non parlerò più nel suo nome...” ma allo stesso tempo il fuoco ardente, consumate, della passione, del desiderio di Dio nella sua vita, gli impediva di tacere. 

Quando il desidero di Dio pervade totalmente la nostra vita, occupando la nostra mente e il nostro cuore, come possiamo non essere consacrati e dedicati a Lui completamente?

A volte, siamo disposti a sacrificare la nostra vita per una causa, un’ideale politico...siamo disposti a sacrificare noi stessi, il nostro piacere i nostri desideri, per rendere felice la persona che amiamo, ma non lo siamo altrettanto per il Signore.


Si, per Colui che ci ha amati così tanto da donare la sua stessa vita per noi, molto spesso non riusciamo, Non vogliamo rinunciare a nulla! 

Senza renderci conto che tutto ciò che abbiamo è Suo, gli affetti più cari, la famiglia, il lavoro la casa, la nostra stessa vita è sua perché Dio ce l’ ha donata. 

Davanti a questa completa donazione d’amore, che comprende la Sua stessa vita, quale dovrebbe essere la nostra risposta, il nostro unico desiderio, se non quello di santificare e consacrare, la nostra vita interamente a Lui! 

In (Romani 12:1-2) è scritto.

“Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, a presentare i vostri corpi in sacrificio vivente, santo, gradito a Dio; questo è il vostro culto spirituale. Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà.” 

Mie cari,
in quale modo possiamo offrire il nostro corpo, come un sacrificio vivente, santo e gradito a Dio?

Confessando i nostri peccati, separandoci dal mondo e dalla sua concupiscenza rinunciando ai nostri desideri e alle nostre ambizioni umane, consacrando, dedicando la nostra vita a Lui. 

In (Galati 6:16-17) è scritto: "Io dico: camminate secondo lo Spirito e non adempirete affatto i desideri della carne. Perché la carne ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; sono cose opposte tra di loro; in modo che non potete fare quello che vorreste."

Se desideriamo conoscere la volontà di Dio ed essere in perfetta sintonia con Lui, dobbiamo consacrare la nostra vita a Lui, rinnovando e trasformando ogni giorno i nostri pensieri e il nostro comportamento, in ogni aspetto della nostra vita. 

Partendo dall'interno, dal profondo della nostra anima e del nostro cuore, soltanto a questa condizione Egli potrà servirsi di noi e rivelarsi a noi, completamente. 

Se la nostra vita non corrisponde e non rispecchia questo desiderio profondo di consacrazione, di rinnovamento e di trasformazione interiore, Egli non solo non potrà rivelarsi a noi, ma non potrà neppure ascoltare le nostre preghiere. 

In (Isaia 59:2) è scritto:“... le vostre iniquità vi hanno separato dal vostro Dio; i vostri peccati gli hanno fatto nascondere la faccia da voi, per non darvi più ascolto” 

A Dio tutta  la gloria!

domenica 20 novembre 2016

Il giardino di Tabi (una fiaba a lieto fine)






Quand'ero piccola, mio nonno mi raccontava sempre delle bellissime fiabe, ed una sera d’inverno, mentre eravamo seduti attorno al fuoco, ricordo una fiaba che iniziava così:

C’era una volta, tanti, tanti anni fa una piccola rondine di nome Tabi che abitava in un bellissimo giardino con tanti alberi e fiori profumati, e in mezzo a quel giardino c’era anche un grande lago con dei bellissimi cigni.

A Tabi il Signore aveva donato davvero un bel giardino.

Ma la rondine per uno strano motivo, che nessuno è mai riuscito a comprendere, invece di volare nel giardino si rinchiuse in una gabbia dorata.

A volte Tabi, da dentro la sua gabbia osservava con un velo di tristezza le altre rondini che volavano via, anche a tabi, era venuto il desiderio di uscire fuori dalla gabbia e volare via assieme alle altre rondini ma appena si avvicinava al piccolo uscio della sua gabbia dorata, la paura di volare, gli impediva di uscire.

Gli anni passavano e Tabi diventava sempre più triste, nel suo cuore c’era come un vuoto, una profonda malinconia...una struggente nostalgia...che la faceva soffrire.

Ma quando ormai, aveva perso ogni speranza di volare, ecco che all'improvviso, avverti dentro il cuore come un dolore acuto profondo...un dolore che quasi le toglieva il respiro, poi una dolcissima voce che diceva: “ Tabi, tu sei preziosa ai miei occhi e onorata ed io ti amo ...non temere piccola mia perché io sono con te...ricordati, nell'amore non c’è paura...anzi, l’amore perfetto caccia via la paura...”

Tabi non riusciva a capire il significato di quelle frasi e neppure di chi fosse quella voce, ma improvvisamente il dubbio scomparve.

Si, quella voce così dolce, così colma d’amore, era la voce di Gesù!

Improvvisamente, una gran pace entro dentro il suo piccolo cuore, accompagnata da una forza che non era la sua.

Subito, si senti libera di volare, con po’ di timore apri con il becco la porticina della sua gabbia dorata, ed inizio a volare, alzandosi prima un poco da terra, poi più in alto...sempre più in alto, sembrava che il cuore le scoppiava, dalla felicita.

Era così felice, che non riusciva a smettere di volare.

Dopo alcuni giorni, stanca ormai di volare decise di riposarsi un po’ sul tetto di una vecchia capanna, e da lontano vide arrivare altre rondini, inizialmente due poi tre, poi se ne aggiungevano altre e altre ancora, era la prima volta che Tabi vedeva da vicino così tante rondini.

Le aveva viste volare nel suo giardino, quando alzandosi in volo sfioravano la sua gabbia dorata, ma ora erano li, vicino a lei, era piacevole parlare con loro, parlavano dell’ amore di Gesù, dello stesso Gesù che aveva parlato a Tabi e che l’aveva resa libera di volare!

Le rondini parlavano di cose edificati, di cose nuove, cose che Tabi non conosceva ancora, ma che gli davano gioia.

Era talmente felice, che decise di restare con le rondini ancora per un pò, le ore i giorni e i mesi passavano così velocemente, che quasi Tabi non si accorgeva del tempo che passava, dentro di se pensava di sognare, e diceva alle rondini:“ se questo è un sogno, vi prego amiche mie, non svegliatemi più...”


A volte, pensava agli anni sprecati dentro quella gabbia dorata, ma ormai, era inutile pensarci faceva parte del passato e il passato non si poteva riprendere.

Tabi, voleva gustare attimo per attimo, la felicità di quel momento, non voleva perdere un solo istante della compagnia delle sue amate rondini, continuava a parlare e a volare con loro, che bella quella loro amicizia, tramite la stessa fede in Gesù, erano diventate sorelle .

Le rondini si vedevano puntualmente ogni giorno sopra il tetto della vecchia capanna dove si erano incontrate per la prima volta, chi arrivava per prima aspettava le altre e quando tutte erano presenti, si alzavano in volo, era meraviglioso vederle alzarsi in volo tutte assieme, in’ un unico cinguettio, un unico battito d’ali.

Come ogni giorno, Tabi si mise ad aspettare le rondini, ma dopo ore di attesa le rondini non arrivarono.

Passavano i giorni e tabi continuava a fissare l’orizzonte, quando ecco che da lontano, intravvide le sue amate rondini, subito, gli volò incontro con le lacrime agli occhi per la felicità di averle ritrovate, ma le rondini per uno strano motivo, non la riconoscevano più, lei continuava a volarle vicino, dimostrandole l’affetto di prima, ma qualcosa era cambiato.

Tabi, non riusciva a capire, non si dava pace, senza le amate rondini, il giardino che prima era allegria e gioia, ora era diventato silenzioso e triste, dalle rondini Tabi, si sentiva amata ed ora non c’erano più…

Era rimasta nuovamente sola.

Non le restava che una cosa da fare, tornare nella sua gabbia dorata.

Ma mentre si avviava tristemente, verso la gabbia dorata, ecco che Tabi risente ancora quella voce che con la stessa dolcezza ripete: “non temere...ricorda, nell'amore non c’è paura... anzi, l’amore perfetto caccia via la pura… Lo so, le rondini sono volate via ...ma io, sono sempre qui ancora accanto a te...non sempre le cose si possono capire…a volte, vanno solo accettate… ”

Come la prima volta, quella voce scivolò ancora delicatamente dentro il piccolo cuore di Tabi, facendole realizzare e comprendere il vero significato di amore e libertà.

Oggi, ripensando alla storia che mi raccontava mio nonno, ne comprendo meglio il significato spirituale.

Nella vita cristiana può accadere che i nostri fratelli e le nostre sorelle in Cristo ci deludano, ma Gesù Cristo ci ama talmente tanto che non ci deluderà mai!


Perché l'amore di Dio è perfetto!

Se la Chiesa ci delude, anche noi possiamo deludere.

Ma questo non deve in alcun modo isolarci dagli altri.

Dio ha creato l’uomo come un “essere sociale” e desidera che il cristiano viva nella comunità dei credenti.

Miei cari,
le delusioni che possiamo incontrare nella nostra vita, non devono isolarci, al contrario, devono infondere in noi maggior forza e convinzione, che nulla potrà mai distruggere la bellezza e la gioia della comunione fraterna, perché Dio stesso protegge i Suoi figli e la Sua chiesa!

venerdì 18 novembre 2016

Una crescita meravigliosa!

Bisogna che egli cresca e che io di diminuisca...” (Giovanni 3: 30)



Crescere significa; vivere, aumentare, progredire e svilupparsi nel corso degli anni, in ogni aspetto della nostra vita, ed è l’esatto contrario del diminuire.

Per poter sviluppare e illuminare ogni aspetto, della nostra vita rendendo visibili in noi i frutti dello Spirito descritti in (Galati 5:22) la nostra natura umana deve diminuire ogni giorno di più.. sino al punto di morire, completamente.

Quando abbiamo accettato Gesù nel nostro cuore, Egli è diventato il padrone assoluto della nostra vita e da quel momento in poi, lo Spirito Santo che ci è stato dato dal Padre nel nome di Gesù (Giovanni 14: 26 ) deve avere la possibilità di crescere e svilupparsi in noi, in modo costante e continuo, dirigendo i nostri pensieri, le nostre emozioni, le nostre fragilità e la nostra sensibilità, come meglio desidera e noi, dobbiamo lasciarlo libero di agire senza alcuna costrizione.

Tutto ciò che ci caratterizza come persona, deve essere usato con il solo ed unico scopo di glorificare Dio nella nostra vita.

Ma come ripeto, lo Spirito Santo può agire e crescere liberamente in noi, soltanto se la nostra carne diminuisce e muore.

In Giovanni (7: 38) è scritto: “ chi crede in me fiumi di acqua viva sgorgheranno dal suo seno...”

Questi fiumi, devono avere la possibilità di scorrere e fluire da noi in continuazione superando tutte le barrire, riempendo gli spazi vuoti e aridi del nostro orgoglio, della nostra gelosia, della nostra apatia e del nostro risentimento, diventando canali di benedizioni per gli altri!

Che il Signore ci aiuti a diminuire sempre di più, sino a far morire completamente il nostro vecchio uomo..." e a  rivestire l'uomo nuovo, che è creato a immagine di Dio nella giustizia e santità  ce procedono dalla verità.” (Efesi 4:24)

A Dio sia la gloria!





Un'Amore intenso

“Sopratutto abbiate amore intenso gli uni per gli altri” 1 Pietro  4: 8



E’ davvero incredibile, come ogni volta nella scrittura troviamo sempre qualcosa di nuovo, di fresco; proprio come un fiume, la parola di Dio scorre in continuazione nella nostra vita. 

Mentre leggevo, il mio sguardo si è fermato su questo versetto e mi hanno colpito queste due frasi “soprattutto” e “intenso” frasi che ho letto innumerevoli volte, ma che oggi ho visto sotto una luce diversa.

Soprattutto; significa prima e più di qualsiasi altra cosa… anche prima delle nostre polemiche delle nostre prevenzioni dei nostri pregiudizi o posizioni “dottrinali” si, prima di tutte queste cose e altre ancora, dobbiamo amarci intensamente gli uni con gli altri. Non un’ amore di circostanza, un amore superficiale, tanto per far vedere che siamo buoni no, un’ amore vero, intenso, sentito, profondo, sincero, che va al di la di ciò che appare .

Intensamente; significa amare con efficacia, con forza ed energia, sino al punto da produrre sugli altri la stessa efficacia,forza ed energia. In un certo senso,il nostro modo di amare dovrebbe essere così intenso e profondo da diventare contagioso per chi ci sta vicino… ed è solo su questa base concreta dell’amore di Dio, che possiamo partire per costruire qualcosa di solido, di duraturo e concreto che rimanga nel tempo. Da questo, tutti conosceranno che siamo suoi discepoli:

“...se avrete amore gli uni per gli altri” Giovanni 13:35

Perché l’amore abbia davvero un senso, si deve vedere, si deve sentire, si deve toccare, deve costare… l’amore è la base di ogni cosa, tutto è nato da un’ atto d’amore… se noi abbiamo la vita, la vita eterna è perché Gesù ci ha amati a tal punto da donare la sua stessa vita per noi, che non meritavamo nulla.

Questo è sicuramente l’esempio di un amore vero,sentito, vissuto e sofferto.

In Giovanni 13: 34 è scritto: “ Io vi do un nuovo comandamento: che via amiate gli uni gli altri. Come io vi ho amato, anche voi amatevi gli uni gli altri” 


Tutti i comandamenti si possono riassumere in questa parola… “ama il tuo prossimo come te stesso… l’amore quindi è l’adempimento della legge ..” Romani 13: 9-10.

Dio ci benedica!