lunedì 15 agosto 2011

Fammi sentire il rumore del silenzio..



Ti prego...fammi sentire il rumore del silenzio...un silenzio fatto di suoni e di colori...di nostalgia ed emozioni ... di onde che si infrangono...voglio sentire i battiti del cuore, e il profumo dei fiori colti assieme a te...rivedere il tuo viso...il tuo sorriso...sentire la tua mano nella mia... si, voglio restare nel silenzio mentre una leggera brezza mi accarezza il viso...

giovedì 11 agosto 2011

Astenetevi da ogni apparenza di male



Provate ogni cosa, ritenete il bene. Astenetevi da ogni apparenza di male.”
(1 Tessalonicesi 5 : 21-22)







Come figli di Dio, siamo chiamati a verificare..provando ogni cosa attraverso la parola di Dio, la veridicità di qualcosa o di qualcuno..ritenendo per noi soltanto ciò che è buono, ciò che viene da Dio.

Dopo aver ritenuto il bene, siamo chiamati anche ad “astenerci ” da tutto ciò che potrebbe essere “apparenza” di male.

Non da tutto dobbiamo astenerci, badate bene ma soltanto da ciò che potrebbe essere “apparenza di male” per le persone che ci osservano, usando la giusta attenzione..nel modo si parlare, di comportarci e di vestire, affinché non siamo in qualche modo, motivo di ostacolo..di inciampo per altri.

“ perciò non giudichiamo più gli uni gli altri ma piuttosto giudicate questo: di non porre alcun inciampo al fratello… quel che per voi è bene non diventi motivo di biasimo.” (Romani 14:13-16)

Purtroppo, mi sono accorta che “ l’astenerci da ogni parvenza di male” viene fortemente trascurato e sottovaluto nella nostra vita cristiana.

Con facilità e per comodità ci nascondiamo volentieri dietro altri versetti che usiamo a sproposito, nel modo sbagliato, soltanto per la nostra comodità.


Faccio un ‘esempio: “Or il Signore è lo Spirito e dov’è il lo Spirito, li vi è libertà” ( 2 Corinzi 3:17 ) quante volte è stato distorto e abusato questo versetto!

E quanto dolore procuriamo al cuore di Dio ogni volta che questo accade!

Non di rado ( purtroppo) dietro la frase “il Signore guarda il cuore” si vedono comportamenti non proprio consoni a donne e uomini di Dio, sia nel modo di parlare, che nel modo di vestire e comportarsi, dimenticando che per un figlio/figlia di Dio è importante sia l’interno che l’esterno della nostra vita.

L’ essere liberi in Cristo Non significa fare tutto quello che Noi riteniamo giusto, Ma fare ciò che è giusto davanti a Dio.

Facendo prevalere in noi frutti dello spirito, nella sovrana eccellenza dell’amore di Dio.

E l’amore che proviene da Dio, tra le altre cose “..Non si mette in mostra, non si gonfia, non si comporta in modo indecoroso, non cerca le cose proprie.."
(1 Corinzi 13:4-5)

Signore aiutaci a comprendere con umiltà, se c’è nella nostra vita ( nella mia vita) qualcosa che pur non essendo male, potrebbe essere “apparenza di male” affinché possiamo evitarlo, dando in questo modo gloria a Te Signore, solo a Te!
A Dio sia gloria!

sabato 30 luglio 2011

C'è più gioia nel dare, che nel ricevere...



c’è più felicità nel dare che nel ricevere” Atti cap. 20:35






La realtà di questo splendido versetto come tanti altri, ci riporta all’amore e all’altruismo.

Ma per poter dare, dobbiamo prima ricevere, se noi non riusciamo per primi a sentire l’amore di Dio nel nostro cuore, non saremo mai in grado di amare gli altri con il Suo amore.

E di conseguenza non potremmo neppure comprendere la gioia che si prova nel donare. Donare non è sempre e soltanto qualcosa di pratico (anche) ma non solo. Donare è incoraggiamento, partecipazione, sostegno morale e spirituale, sofferenza e dolore ma è anche gioia per le piccole cose.

A questo proposito vorrei fare una piccola parentesi, facendovi partecipi di una mia esperienza.

Un po’ di tempo fa, ho avuto modo di entrare per la prima volta in un ricovero per anziani e davanti alla tristezza e all’abbandono di quel luogo, non sapevo davvero, cosa fare e cosa dire,  dopo aver chiesto al Signore, la forza e le parole giuste, ho cercato in qualche modo di fare conoscenza, cogliendo l’occasione per parlare loro dell’amore di Gesù, ricordandogli che nonostante il profondo senso di abbandono e la tristezza, che provavano per non avere vicino a se i loro cari, Gesù era sempre al loro fianco e non li avrebbe mai abbandonati.

Mi hanno ringraziato e ho notato, che ciò che avevo detto, gli aveva fatto piacere, ma mi sono accorta che oltre alle parole di incoraggiamento avevano bisogno anche di calore umano e di affetto...è bastato un semplice abbraccio, un sorriso, una parola dolce per vedere nei loro occhi una luce diversa... non potrò mai dimenticare quella luce nel loro sguardo.

Eppure, non avevo fatto nulla di eccezionale, avevo semplicemente cercato di donare l’amore e l’affetto che il Signore mi aveva messo nel cuore, ed io mi sentivo felice e arricchita per questo.

Per aiutare e incoraggiare qualcuno, non è importante la distanza, il luogo o il tempo... ogni situazione è utile e adatta per donare qualcosa.

Personalmente, non riesco a vedere nessun movimento, nessun gesto, o parola senza l’amore che proviene da Dio. E’ inevitabile, tutto ci riporta al suo amore... e ciò che noi facciamo, se lo facciamo per forza, con l’aridità nel cuore, farà soltanto del male, non porterà a nulla, non recherà gioia. Ogni nostro gesto, parola e azione deve essere sempre improntata sull’Amore e nient’altro.

Se il nostro dare, ha le caratteristiche dell’amore di Dio, donare sarà per noi una cosa naturale, spontanea e la felicità che proveremmo nel donare sarà sicuramente maggiore di quella che potremmo provare nel ricevere.

Dal punto di vista umano, tutto questo è incomprensibile, ed è naturale perché il cuore dell’uomo senza Dio, non può comprendere le cose di Dio.

In 1 Corinzi 2:14-15-16 è scritto: “ Or l'uomo naturale non riceve le cose dello Spirito di Dio, perché sono follia per lui, e non le può conoscere, poiché si giudicano spiritualmente.” ma il cuore dell’uomo toccato dall’amore Dio, riesce a comprendere pienamente ogni cosa, infatti: “ ..colui che è spirituale giudica ogni cosa ed egli non è giudicato da alcuno. Infatti chi ha conosciuto la mente del Signore per poterlo ammaestrare? Or noi abbiamo la mente di Cristo.”

Ma se l’uomo spirituale, che ha la “mente di Cristo” e dovrebbe discernere le cose dello Spirito, non è in grado di comprendere e amare gli altri dell’amore completo di Dio,  c’è qualcosa che non va.

A volte mi chiedo perché la disponibilità nell’offrire, nell’andare verso gli altri è più sentita e vissuta dalle persone che non hanno sperimentato la totalità dell’amore di Dio, che dal credente che ha sperimentato l’amore di Dio?

Sinceramente non riesco a trovare una risposta.

In Giacomo 2:18 e 26 è Scritto ancora:“ ...qualcuno dirà: «Tu hai la fede, e io ho le opere»; mostrami la tua fede senza le tue opere e io ti mostrerò la mia fede con le mie opere...infatti come il corpo senza lo spirito è morto, così anche la fede senza le opere è morta” 

A volte, minimizziamo l’importanza del dare dicendo “ciò che conta è il cuore” dimentichiamo, che ciò che abbiamo dentro il cuore si manifesta all’esterno; attraverso la disponibilità e la sensibilità verso gli altri. L’esempio del dare, dell’altruismo e dell’amore, lo troviamo solo in Dio e se noi abbiamo compreso le cose di Dio, per avere gioia in Lui, dobbiamo imparare ad amare secondo il Suo cuore, dimenticandoci di noi stessi e del nostro egoismo.

La parola dare, mi fa venire in mente l’immagine di un tuffo, in una calda giornata d’estate. Prima di tuffarci nell’ acqua siamo accaldati, ma dopo che ci siamo tuffati, siamo completamente rinfrescati, pieni di nuova energia, pronti per rituffarci ancora... e neppure un piccolissimo punto del nostro corpo è rimasto asciutto.

Com’è naturale bagnarsi al contatto con l’acqua è altrettanto naturale e spontaneo ricevere quando si dona... come l’arsura e il caldo d’estate ci spingono a tuffarci, per trovare refrigerio allo stesso modo l’amore di Dio che è nei nostri cuori, dovrebbe spingerci a donare andando verso gli altri, nei modi e nei tempi che Lui ci indicherà.

A volte, i modi in cui si riceve non sempre si possono definire, o spiegare ma una cosa è certa; donando si riceve sempre qualcosa...se accendiamo una luce in un luogo buio... è naturale, essa risplenderà...certamente...ma in quel luogo prima della luce... c'era il buio!

Signore aiutaci a vedere gli altri con i Tuoi occhi, per amarli con il Tuo cuore.

giovedì 14 luglio 2011

Un 'amore eterno

“Le grandi acque non potrebbero spegnere l'amore, né i fiumi sommergerlo. Se uno desse tutte le ricchezze della sua casa in cambio dell'amore, sarebbe certamente disprezzato.“ Cantico dei Cantici 8:7



Ogni volta che leggevo questo versetto, rimanevo colpita dalla sua bellezza, ed ora che il mio amato è andato con il Signore...ne realizzo la profondità nella mia vita.

Quando l’amore è unito in Cristo nessuna cosa potrà mai spegnerlo, neppure la morte, perché la morte è stata vinta sulla croce per noi e questo, ci da la certezza che un giorno rivedremo i nostri cari e resteremo uniti al nostro Dio per l’eternità!

Ai giovani e a ai meno giovani che sono ancora alla ricerca di un compagno/compagna, vorrei ricordare l’importanza di un legame in Cristo. 


Non potrà mai esserci una vera un’unità, completa in ogni suo aspetto se non c’è in comune la stessa spiritualità, la stessa fede, lo stesso amore per il Signore.

In 2 Corinzi 6 :14 a 16 è scritto: “Non vi mettete con gli infedeli sotto un giogo diverso, perché quale relazione c'è tra la giustizia e l'iniquità? E quale comunione c'è tra la luce e le tenebre? E quale armonia c'è fra Cristo e Belial? O che parte ha il fedele con l'infedele? E quale accordo c'è tra il tempio di Dio e gli idoli? Poiché voi siete il tempio del Dio vivente..”

Riflettiamo attentamente su questo punto...” noi, siamo il tempio del Dio vivente” e questo tempio non possiamo e non dobbiamo in nessun modo contaminarlo. 


Anche nella scelta del compagno/compagna dobbiamo piacere a Dio.

Ricordando che l’ubbidienza vale di più,  molto di più del sacrificio (1 Samuele 15:22 )

Nell'amore di Gesù!

giovedì 7 luglio 2011

La vita è come un soffio...

“I giorni dell’uomo sono come l’erba, egli fiorisce come il fiore dei campi; se lo raggiunge un colpo di vento, esso non esiste più e non si riconosce più il luogo dov’era.”  Salmo 103:15-16



La vita è veramente un soffio...un fiore che sboccia...e poco dopo appassisce, purtroppo l'uomo non si rende conto di nulla, corre, corre e vuole di più, sempre di più...non si accontenta mai, senza sapere che da un momento all'altro può morire e in quel momento dovrà rendere conto di ogni cosa davanti a Dio.

Di solito, diamo tutto per scontato, senza renderci conto di quello che abbiamo...ma è adesso è ora che dobbiamo amarci e rispettarci l'uno con l'altro  è ora che dobbiamo dire alle persone che amiamo:

" ti voglio bene...sei importante per me..." perché un giorno, quando ormai sarà troppo tardi potremmo pentirci, dicendo: " avrei potuto farle capire...avrei potuto dirle...se avessi fatto...se avessi detto...se avessi saputo...se...” ma allora, non sarà più possibile!

Che il Signore ci aiuti ad apprezzare ora, adesso, tutti Suoi benefici, tutte le cose belle, meravigliose, che LUI ha fatto per noi.

Noi dobbiamo fare soltanto una cosa.

Guardarci attorno, e non gettare via nulla dei doni che LUI ci ha dato, ricordando che tutto ciò che abbiamo è Suo, anche la nostra vita è un dono Suo, per questo motivo dobbiamo viverla, cercando di piacere a Lui in ogni cosa!

lunedì 16 maggio 2011

Il pericolo di un piccolo spazio vuoto


Essi mi hanno reso male per bene e odio in cambio del mio amore.” Salmo 109:5







A volte, i meccanismi che si instaurano nella nostra vita sono davvero insidiosi possiamo scivolare nel rancore e nell’odio e senza neppure accorgercene. Si inizia magari con una semplice antipatia, una forma di risentimento, di presunzione, di orgoglio, e nel tempo,l’odio si insinua pericolosamente nel nostro cuore.

Di solito, quando pensiamo all’odio, pensiamo a gesti di particolare violenza, qualcosa che sicuramente non ci appartiene... senza renderci conto che l’odio è semplicemente il contrario dell’amore.

Odiare significa: sentire avversione per qualcosa ( o qualcuno) non sopportare, evitare, aspra avversione, radicata ostilità, disprezzo, repulsione, antipatia.

Quando per esempio per un motivo o per l’altro dimostriamo antipatia, ostilità, risentimento, verso qualcuno, cercando (magari con una certa diplomazia) di stare molto lontani da quella persona, anche se cerchiamo in mille modi di giustificarci, questo si chiama odio.

E l’odio è l’esatto contrario dell’amore. Perché...“ L'amore è paziente, è benigno; l'amore non invidia, non si mette in mostra, non si gonfia, non si comporta in modo indecoroso, non cerca le cose proprie, non si irrita, non sospetta il male; non si rallegra dell'ingiustizia, ma gioisce con la verità, tollera ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa. L’amore non verrà ami meno
1 Corinzi 13:4 a 8

Qualcuno ha detto che tra l’odio e l’amore c’è la via di mezzo...il nulla, cioè l’assenza dei sentimenti, delle emozioni, in una sola parola l’indifferenza(che a mio avviso è peggiore dell’odio) personalmente non condivido affatto questo pensiero, perché dal punto di vista cristiano non esiste il peccato piccolo o il peccato grande; esiste soltanto IL peccato.

Se il nostro cuore è completamente ricoperto dall’amore di Dio, sicuramente non ci sarà mai spazio per l’odio nella nostra vita. Ma se nel nostro cuore è rimasto qualche piccolo spazio vuoto...dovremmo stare molto attenti, perché al primo risentimento alla prima ostilità, alla prima delusione, con estrema facilità, quello spazio, potrebbe essere occupato dal risentimento e dall’odio.

Che fare a questo punto...come possiamo fare per evitare di albergare nel nostro cuore questi sentimenti negativi ?

Tornare, con molta umiltà sui sentieri antichi della parola di Dio, facendoci travolgere dalla potenza e dalla dolcezza del Suo amore, che non sono soltanto parole, ma FATTI concreti di un‘ amore reale che accoglie sempre...in ogni momento.

Che il Signore ci aiuti a colmare anche il più piccolo spazio vuoto del nostro cuore... con il Suo amore
!

Dio ci benedica!

domenica 8 maggio 2011

Una disubbidienza velata

“Ecco io sono uscito per fermarti,perchè la via che percorri è contraria al mio volere" (Numeri 22:32)
























Leggendo Numeri 22: 8 a 12 vediamo che ad una richiesta di Balaam Dio risponde di no, ma Balaam continua ad insistere..

Quante volte anche noi come Balaam ci siamo nascosti dietro una presunta apparente fedeltà, avvalendoci del fatto che avevamo messo la cosa davanti a Dio, senza considerare minimamente, l’importanza dell’attesa.

Magari, avevamo pregato e in seguito, la risposta che il Signore ci ha dato, non era come quella che avevamo sperato e allora, come Balaam abbiamo continuato a insistere su ciò che volevamo, forzando magari inconsapevolmente (oppure consapevolmente ) le cose, cercando anche noi di avere ciò che volevamo “con il consenso di Dio” .

Non di rado cerchiamo di giustificare i nostri errori, dicendo “ho pregato..ho messo la cosa davanti al Signore” dimenticando l’importanza dell’attesa, seguendo in questo modo, non la volontà di Dio ma la nostra.

La preghiera non deve essere un monologo una richiesta continua di cose da fare.. ma un dialogo d’amore tra Padre e figlio.

Quando il figlio chiede, il padre può rispondere con un si, con un no..oppure può chiedere al figlio di attendere, prendendosi tutto il tempo necessario per rispondere.

In (Giacomo 4:3) è scritto:“..domandate e non ricevete, perché domandate male per spendere nei vostri piaceri.”

Possiamo ingannare i fratelli, a volte, addirittura noi stessi, ma Dio conosce a fondo il nostro cuore..e Lui non si può in alcun modo ingannare.

non vi ingannate non ci si può beffare di Dio; perché quello che l’uomo avrà seminato, quello pure mieterà.” ( Galati 6: 7 )

Le nostre richieste a Dio, devono sempre avere prerogative e caratteristiche giuste. Deve esserci in noi il sincero desiderio di fare realmente la Sua volontà, ubbidendo alla Sua parola senza alcuna riserva: con fedeltà, coerenza, sincerità e trasparenza.

Alla richiesta, deve seguire l’ascolto e all’ascolto l’ubbidienza.

La preghiera, non deve essere basata sul nostro egoismo personale, sui nostri desideri, ma sull’ottica del pensiero di Dio.

Con “Spirito di saggezza e di intelligenza, Spirito di consiglio e di forza, Spirito di conoscenza e di timore del Signore.” (Isaia 11: 2 )

mediante i tuoi precetti io divento intelligente; perciò detesto ogni doppiezza” ( Salmo 119:104 )

Per portare un’ esempio, se un giovane credente, prega per sapere se quella ragazza/ragazzo del mondo sia giusta per lui/lei, ha già sbagliato in partenza, perché questo tipo di richiesta implica di per se una disubbidienza alla parola di Dio.

Infatti in (2 Corinzi 6:14 a 16) è scritto: “non vi mettete con gli infedeli sotto un giogo che non è per voi ; infatti quale comunanza vi è fra la giustizia e l’iniquità? O quale comunione tra la luce e le tenebre? E quale accordo fra Cristo e Beliar? O quale comunione c’è tra il fedele e l’infedele? E che armonia c’è fra il Tempio di Dio e gli idoli? Noi siamo infatti il tempio del Dio vivente..”

“.. non sapete che l’amicizia del mondo è inimicizia verso Dio ?”(Giacomo 4:4)

Mancando, in questo caso ( come in altri) i presupposti dell’ubbidienza, quando Dio ci risponde di no, può succedere che anche noi come Balaam, continuiamo a chiedere insistendo con ostinazione, magari con giustificazioni e pretesti e allora il Signore a quel punto, ci lascia liberi di andare.. pagandone in seguito tutte le conseguenze.

Chissà quante volte il Signore, si sarà servito dell’asina di Balaam per farci tornare indietro, forse in un particolare momento della nostra vita, si è servito di alcuni fratelli ho sorelle, per farci ragionare per farci capire che ciò che stavamo facendo non era di buona testimonianza, oppure che quella scelta non era quella giusta per noi, dal punto di vista cristiano.

Ma forse, anche noi come Balaam abbiamo preso a frustate (figurativamente parlando) quei fratelli e quelle sorelle, dicendogli magari, di stare zitti e pensare ai fatti loro aggiungendo, che sapevamo ciò che stavamo facendo ostentando la nostra ( presunta ) fedeltà e perseveranza nella preghiera e caparbiamente siamo andati avanti così, per la nostra strada inseguendo però, non l’obiettivo di Dio, ma soltanto il nostro!

Credo che ogni tanto, dovremmo riflettere seriamente davanti a Dio, chiedendoci:qual è obiettivo che sto seguendo? Sto facendo realmente, il volere di Dio, per questa o quella scelta? Il mio comportamento come credente è veramente secondo il volere di Dio? Oppure, sto facendo soltanto ciò che piace a me.

Cerchiamo di non minimizzare il peccato, addolcendolo con inutili fantasie..ricordando che quella che per noi è una un “piccola” disubbidienza, per il Signore è peccato.

A volte può succedere che il nostro nemico travestendosi da angelo di luce cerchi di offuscare la verità (portandoci all’auto convinzione come nel caso di Balaam) facendoci credere che stiamo facendo la cosa giusta, con il consenso di Dio, mentre in realtà non è affatto cosi!

Il Signore, deve avere la priorità su ogni cosa nella nostra vita e l’ubbidienza è una di queste priorità.
“Sia perfetta la mia ubbidienza ai tuoi statuti perché io non sia confuso." (Salmo 119:80)

Chiediamo al Signore di darci il giusto discernimento spirituale per capire e discernere ciò che veramente Lui desidera da noi.

Mettendo da parte ogni pensiero e desiderio carnale, in modo tale che lo Spirito Santo possa essere finalmente libero di agire dentro di noi, per farci degli strumenti esclusivi alla sua gloria: “avendo una buona condotta fra i pagani , affinché laddove sparlano di voi chiamandovi malfattori, osservino per le vostre opere buone e diano gloria a Dio nel giorno che Egli li visiterà” (1 Pietro 2:12)